MALTRATTAMENTI MOLESTIE E STALKING: COLLUSIONE INCONSAPEVOLE (INVOLONTARIA COMPARTECIPAZIONE) DELLA VITTIMA

viso perstalkinggiovedì 14 novembre alle ore 18,45 presso C.A.Me.Psi. Via Angera 1 Tel.3356051559 Massimo Adolfo Caponeri (ingresso gratuito)

Si ripropone la conferenza per chi non ha potuto partecipare domenica27 ottobre

Parlando dell’argomento in questa prospettiva mi è stata adombrata l’idea che in qualche modo volessi attribure a chi è vittima una corresponsabilità, se non addirittura una colpa.

Non è certo questo che voglio intendere.

Voglio invece rilevare che la non sufficiente consapevolezza da parte della donna delle dinamiche e delle caratteristiche della relazione in atto, del suo ruolo e dei suoi atteggiamenti, può involontariamente favorire un’evoluzione nefasta.

Se si identifica solo come soggetto passivo, come vittima e basta, prima o poi dovrà affidarsi solo agli interventi della legge, diretti in genere sullo stalker e non sempre efficaci, estraniando le proprie opportunità di “spuntare le frecce” del molestatore.

Alla base della “sottomissione” della vittima possono esserci molte motivazioni: una posizione “onnipotente” quasi di sfida (io lo farò cambiare), o sensi di colpa più o meno inconsci, o apparenti gratificazioni narcisistiche di confronto, pagate con moneta masochistica (non posso spiegare meglio qui, perché si tratta di una collusione complessa e prevalentemente inconsapevole), o problemi personali di dipendenza o di abbandono, e talvolta anche “giustificazioni” pratiche.

Mi sembra che si siano messe in luce molte caratteristiche dello stalker, o del maltrattante, ma non altrettanto di chi si rende vittima. Poter chiarire talune dinamiche che entrano in gioco, e favorire una consapevolezza delle proprie interazioni, può aiutare molto come prevenzione, e anche come possibilità di reazione e di comportamento in uno stalking vero e proprio.

Oltre al possibile riferimento ad avvocati, giudici, polizia e carabinieri, qualche volta potrebbe essere utile anche uno psicoterapeuta esperto, che spesso viene evitato nella falsa logica “non sono io che ne ho bisogno ma l’altro che è fuori di testa”.

La conferenza si avvale anche di filmati sull’argomento